Social Media Strategy | 5 Errori Comuni da Evitare

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La possibilità di accedere gratuitamente e apparentemente senza conoscenze tecniche specifiche induce spesso all’uso sconsiderato e del tutto infruttuoso dei social media, oggi necessari come l’ossigeno per qualsiasi tipo di azienda e con qualsiasi volume d’affari.

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Per un’azienda del settore recettivo è impensabile non includere nelle proprie strategie di marketing la presenza sui social network. I numeri impressionanti riguardanti la presenza sul web ci indirizzano verso un’unica strada possibile.

Non è però difficile immaginare che in terreno così vasto ed intricato gli ostacoli siano numerosi e talvolta ben celati . L’iscrizione gratuita e la relativa opportunità di post organici (pubblicati gratuitamente) potrebbe ingannare chi, per la prima volta, si cimenta nel social media marketing della propria attività o per l’azienda di cui è dipendente.

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Nessun limite ai post organici e nessun indicatore di qualità potrebbe indurre alla condivisione forsennata di offerte male organizzate e probabilmente sottocosto con un rischio di cattiva sovraesposizione a cui potrebbe essere difficile rimediare. Il suggerimento è sempre quello di indirizzarsi verso i consigli di un’ esperto almeno per quanto riguarda le linee guida della strategia da seguire.

L’acquisto dei followers

Nella definizione di un piano di social media marketing non può mancare l’individuazione del target cioè di quel pubblico realmente interessato ad usufruire dei nostri servizi o che per abitudini e costumi potrebbe rivelarsi quantomeno incline ad osservarci per poi sceglierci in futuro.

Non è difficile trovare le piattaforme che online propongono pacchetti di followers anche a prezzi considerati bassi e non è neppure complicato individuare le aziende che attingono da questo tipo di mercato. Il risultato di queste compravendite è solo un’affermazione di tipo sociale nei confronti dei competitors ma nessuno nei confronti del bilancio aziendale.

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Gli addetti ai lavori del settore recettivo ricorderanno i tempi in cui l’indice occupazionale delle camere costituiva un elemento di vanto per zelanti manager incravattati.

Immaginiamo di avere la disponibilità di 10 camere e di venderle con tariffa giornaliera di 10 euro, con un indice occupazionale del 100% avremo incassato 100 euro a notte con una previsione ottimistica di spesa per l’azienda di circa 1000 euro considerando le risorse impiegate per i servizi. Avere 10 camere ed occuparne 5 alla tariffa di 50 euro per notte ci consentirà di incassare 250 euro a notte con un dispendio di risorse aziendali del 50%. Naturalmente l’esempio considera la tariffa base con i medesimi servizi previsti.

Ecco, questo è ciò che avviene acquistando i followers. Lavorare alla costruzione di una rete di contatti che sia utile e produttiva richiede pazienza e costanza ma è preferibile puntare ad un’audience di qualità piuttosto che parlare al vento seppur costituito da decine di migliaia di followers disinteressati.

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Non solo offerte

La possibilità di proporre offerte gratuitamente inserendo la call to action che riporta direttamente ad un modulo di prenotazione non deve indurci a pensare che i social media siano di volantini e che i nostri clienti ed i followers che ancora non lo sono ci seguiranno con maggiore interesse.

Ricordiamoci che le offerte (all’interno di una social media strategy ben articolata e composita) hanno un reale senso laddove sponsorizzate (e quindi a pagamento ) poiché i post organici sono visibili a circa il 10% dei nostri followers e per un tempo limitatissimo diventando invisibili nel feed in pochi minuti ed è possibile che il destinatario della visualizzazione non sia in quel momento interessato alla nostra proposta.

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Accedere ad un pubblico maggiore sapientemente scelto renderà investimento ciò che sembrava solo una spesa.

Affinchè i nostri clienti visualizzino i nostri post è necessario che ci sia un’interazione costante. Importante quindi programmare la condivisione di post utili a raccontare della nostra azienda attraverso la narrazione con foto e video ma anche ad informare su eventi del territorio dando un servizio utile ed interessante che ci colloca all’interno di un contesto più ampio e sicuramente appetibile. Ritagliare uno spazio di informazioni sui servizi e gli avvenimenti della zona sarà utile a noi, al cliente e al territorio. Mai sottovalutare i benefici della collaborazione sia online che offline.

I rischi della sovraesposizione

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Condivisione costante e programmata non significa ripetitiva e senza qualità. Sovraesporsi con foto identiche o peggio con selfie di titolari o gestori in ogni angolo dell’azienda è caldamente sconsigliato in termini di qualità buon gusto.

Lo strumento del piano editoriale si rivela utilissimo (laddove seguito) per diversificare i post in base ai social network, ai giorni e agli orari. Importante scegliere i contenuti da condividere come storie della visibilità di 24 ore e quelli da posizionare nel profilo per essere osservati dai nuovi followers o dai curiosi.

Pianificare e condividere contenuti scelti e di qualità ci mostra autorevoli al pubblico e soprattutto racconta il nostro impegno, il biglietto da visita con cui ci presentiamo come padroni casa capaci e attenti e non come egocentrici personaggi aspiranti influencer.

La comunicazione non va in vacanza : 2 conseguenze principali

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Il mondo dei social media non si ferma e non conosce festività o ricorrenze che giustifichino assenze prolungate.

Assume particolare importanza la scelta di delegare ad un’ esperto la cura della strategia di social media marketing della nostra azienda soprattutto nei periodi in cui sentiamo il bisogno staccare la spina o siamo costretti a farlo per cause di forza maggiore. Importanti applicazioni come Hootsuite ci vengono in soccorso per pianificare anche nel medio periodo la condivisione dei nostri contenuti in modo che il pubblico non possa abituarsi ad una nostra assenza.

Questo seppur utile ha due grossi limiti principali.

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Non risponde ai messaggi e non posta contenuti che traggono vita dai fatti di attualità che molto spesso ci aiutano fornendoci hashtag # in tendenza.

La scelta di questi ultimi non deve essere casuale, spesso assisto alla condivisione di post da parte di aziende con le parole chiave precedute dal cancelletto # a caso quindi destinate all’oblio. Le parole chiave andrebbero individuate in ottica SEO con appositi strumenti ma non necessariamente corrispondono agli hashtag più idonei ed in tendenza per la condivisione di quel post in quel preciso momento.

La cura della web reputation, come sappiamo, inizia con il monitoraggio costante di commenti e recensioni e la tempestività della risposta è uno strumento di assoluta rilevanza,insieme ad un tono educato e professionale naturalmente.

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Niente può essere lasciato al caso e neppure alla disponibilità di tempo libero. Evitare dei semplici errori si può laddove sappiamo riconoscerli e individuarli.

Impensabile immaginare di trarre un qualche vantaggio da un cucchiaio usato al contrario per raccogliere il brodo.

Sempre curiosa di conoscere la tua opinione e le tue esperienze a riguardo aspetto un tuo commento qui sotto oppure privatamente qui.

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