Positivi Contro il Virus |Prepariamoci al Last Minute

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Pare non placarsi l’onda lunga di panico generata dal corona virus condizionata anche dai comportamenti insicuri delle istituzioni, da testate giornalistiche nazionali talvolta irresponsabili e spinte da orientamenti ed antipatie politiche, da talk show televisivi animati da cialtroni inesperti e da esperti che qualche volta sembrano aspiranti influencer in cerca di ulteriore notorietà.

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In questo pentolone fumante e borbottante finiscono, tra gli altri, gli sforzi lavorativi di una categoria fondamentale come poche per la crescita del prodotto interno lordo :quella del settore recettivo, in tutte le sue varianti, in tutte le sue sfumature ed in tutte le sue misure.

I numeri che circolano in queste ore riguardo cancellazioni di prenotazioni in essere e di mancate prenotazioni all’origine sembrerebbero drammatici senza ombra di dubbio.

Non possiamo però esimerci dal fare alcune considerazioni alla luce del provvedimento del governo che bloccherebbe il versamento delle tasse da parte di strutture recettive e tour operator sino al 30 Aprile 2020.

Mi ricorda la questione del blocco dei mutui per i terremotati di qualche anno fa, solo rimandati per poi piombare accumulati e taglienti sul collo di persone ancora alloggiate in fatiscenti e umidi container.

Non ho mai amato le logiche dell’emergenza, le politiche degli impreparati, quelle che tamponando un problema lo rimandano amplificato.

Quando l’emergenza sarà placata, perché si placherà, quanto ci costerà tutto questo? Non sarebbe più lungimirante limitare il danno d’ immagine evitando isterie collettive e strane quarantene di interi paesi?( dai quali, per altro, ci si muove con agio come hanno testimoniato diversi reporter)

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Dare al mondo strumenti che identificano un’intera nazione come untore della peste nera in cui si fanno razzie di cibo e mascherine monouso potrebbe produrre danni non sanabili con sconti fiscali che, come spesso accade quando si fanno le cose di fretta, potrebbero persino portare giovamento a chi ha perso poco sacrificando chi, davvero, rischia la sua azienda.

Naturalmente con il settore recettivo allo sbando il paracadute resta chiuso anche per compagnie aeree, navali, per tutti i servizi collaterali di noleggi, escursioni,musei e via crescendo.

Come sappiamo i social media sono i primi amplificatori di informazioni in grado di sbriciolare o di costruire con la stessa potenza e la stessa velocità. Il momento storico attuale impone il controllo assoluto dei canali social della propria azienda e la pianificazione di una strategia di social media marketing flessibile e capace di creare contatti, pragmatica e soprattutto positiva nella sua trasparenza e nella sua visione del futuro.

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Affidarsi ad un’ esperto per stabilire insieme gli obiettivi e i budget giusti si rivelerà molto presto il migliore investimento del periodo, dopo l’Amuchina, naturalmente.

Fisiologicamente l’attenzione sui fenomeni poi tende a calare, assistiamo a quello che definiamo “dimenticatoio” per catastrofi naturali, guerre e devastazioni. Ad un tratto non parliamo più di qualcosa che per giorni ha riempito le nostre conversazioni sul lavoro, a tavola o sul tram con degli sconosciuti. E’ accaduto per virus assai noti così come per le previsioni Maya sul nuovo millennio. Non si tratta di sminuire qualcosa senza averne le competenze necessarie ma di avere perso il disincanto dell’infanzia ed una certa propensione all’adattamento e ai cambiamenti.

E’ evidente che la potenza del turismo con destinazione Italia faccia gola a chi ci osserva dagli altri posti della classifica e lavorare ai fianchi quotidianamente con consigli per un’ipotetica sicurezza che suggeriscono di non visitare il nostro paese rappresentano la punta dell’iceberg di un terrorismo economico sicuramente non a tutela dei cittadini viaggiatori.

Presi dal panico e dai pensieri negativi, quanto stiamo seminando per la nostra azienda?

Quando il nemico di sovranisti chiacchieroni oltre confine non sarà l’Italia e le sue eterne bellezze, quando ci ricorderemo che le polveri delle acciaierie sterminano più bambini ogni giorno nel nostro paese di quanto faccia il temuto corona virus, come intendiamo farci trovare?

Essere pragmatici oggi si rivela necessario quanto avere una strategia di social marketing capace di intercettare quei flussi, quella audience di persone decise a pensare autonomamente e che è in cerca di informazioni libere sui luoghi senza i filtri governativi.

L’Italia, la mia Sardegna sono tra le località più ricercate al mondo sul web e se sapremo gestire con positività e impegno l’onda della disinformazione potremo fruire delle richieste last minute indotte e agevolate dalle compagnie aeree che non potranno a lungo evitare le importanti rotte con l’Italia.

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Last minute non significa svendita, il nostro lavoro non è meno pregiato anche se il mercato globale ci pone in una condizione di disagio. Potremmo scegliere di renderci utili sui servizi di viaggio per esempio, offrendoci di prenotare per loro sollevandoli da tale incombenza e mostrandoci ulteriormente attenti.

Mantenerci presenti, condividere messaggi ed informazioni reali e positive sui luoghi in cui ci troviamo con immagini e narrazioni della nostra realtà in cui dominano sorrisi e amore per il nostro lavoro ci renderà veri e soprattutto sani di fronte alle esilaranti fake news che ci vogliono appestati e moribondi. Mostrare la cura e l’igiene dei nostri spazi senza apparire immotivatamente colpevoli potrebbe oggi non essere superfluo. Non dimentichiamo tra i consigli social più utili l’importanza delle call to action che possono condurre direttamente ad un modulo di prenotazione predisposto. Importante rivedere le nostre politiche di cancellazione mostrandoci più elastici, senza esagerare naturalmente ma tutelandoci.

La trasparenza dei nostri contenuti sarà la nostra resistenza pacifica, utilizziamo con intelligenza la forza dei social network per collaborare e rendere autentico il nostro messaggio.

Evitare scenette tragicomiche di lotte tra nord e sud urlanti e divisi tra untori e appestati che poi fanno il giro del mondo sarebbe auspicabile e aiuterebbe non poco nel raggiungimento dell’obiettivo finale.

Il turismo nazionale è fondamentale, non solo per l’economia, ma anche per lo scambio culturale e di manodopera professionale che accompagna l’intero sistema . Spaccarci a metà significa soccombere senza motivo.

Ho imparato tanto sulle persone, sui luoghi e sulla vita grazie al mio lavoro in giro per l’Italia. Impossibile scegliere tra bellezze e cibi, tradizioni e modi di dire. Non esistono corsi professionali in grado di insegnare l’ospitalità come il lavoro fatto e qualche volta sofferto in luoghi lontani e così vicini a noi. Non di soli turisti è fatto il nostro mondo ma anche di lavoratori con la valigia sempre disponibili, anche last minute.

La curiosità e il rispetto dovrebbero unirci sempre invece in situazioni delicate come quella attuale, purtroppo invece i Guelfi e i Ghibellini che abbiamo dentro escono allo scoperto senza vergogna. Non abbiamo bisogno di questo ma abbiamo bisogno di tutti.

Sempre curiosa di conoscere la tua opinione aspetto un tuo commento qui sotto oppure privatamente qui.

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